Netflix è passato lo straniero

Netflix, il servizio di streaming legale a pagamento da qualche mese arrivato anche in Italia, sta cambiando il modo in cui guardiamo la televisione e in cui vediamo in cinema da casa. E non solo, sta diventando una vera e propria forza commerciale senza precedenti, con un fatturato incredibile e una potenza d’acquisto al momento tra le più impressionanti. Come cambierà ulteriormente il nostro mondo?

Netflix si avvia a compiere 19 anni e la sua ascesa sembra non avere fine. Nata nel 1997 come servizio per il noleggio di DVD e videogiochi si è specializzata nello streaming dal 2008. Da novembre 2015 è arrivata anche in Italia dopo che eravamo rimasto tra i pochi in Europa a non poterne  usufruire ancora. Oggi ha  più di 100 milioni di iscritti al mondo. Nella sua breve carriera, ha eliminato dal gioco un colosso, ormai cadaverico dati i tempi, come Blockbuster, mentre nel settore dello streaming è leader e capofila stando davanti a altri servizi come Amazon e Hulu.

I numeri sono pazzeschi. Presente in più di 130 paesi è quotata in borsa dal 2002 e in soli 15 anni le sue azioni sono salite da 15 dollari a 145 l’una. La sua capitalizzazione si aggira intorno ai 55 miliardi di euro. Nel solo ultimo anno il numero dei suoi abbonati è cresciuto ulteriormente di un 25% rispetto all’anno precedente.

Numeri che le permettono d andare anche in rosso. Infatti Netflix ha un debito di circa 3 miliardi di dollari. Vivendo di piccoli incassi mensili, gli abbonamenti (di diversi tagli, da 9 € fino a 17 € a seconda di quanti dispositivi abbiamo sui quali vogliamo vederlo contemporaneamente), e dovendo acquistare i film e le serie tv in largo anticipo per attirare nuovi clienti e mantenere quelli attuali, deve rischiare molto.
E man mano che cresce deve rischiare sempre di più.

Da qualche tempo Netflix è anche una potenza produttiva al pari dei grandi studi hollywoodiano o i grandi network usa. Gran parte delle serie disponibili sono originali e personali. E molte sono grandi successi: Stranger Things, Luke Cage, OA, Jessica Jones, Black Mirror, Narcos, House of cards, Orange is the new black, tanto per citarne solo alcune.

Il suo nuovo obbiettivo ora è sfondare nel cinema. Netflix va molto bene come serie tv e riceve anche premi ai Golden Globe. Ha ricevuto anche diverse nomination agli Oscar per alcuni documentari e nell’ultima edizione 2017 con il suo The White Helmets ha vinto il premio per Miglior cortometraggio documentario.
Ma questa è poca roba onestamente.

Nei suoi piani c’è quello di diventare il numero 1 anche a Hollywood. Negli ultimi mesi 20 dipendenti della 20th Century Fox sono passati a Netflix.  Poche settimane fa per la surreale cifra di 100 milioni di dollari, si sono aggiudicati il privilegio di distribuire il prossimo film di Martin Scorsese, che uscirà nel 2019, con Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, dal titolo The irishman, uno dei film più attesi di sempre.

Il vantaggio di Netflix rispetto alla concorrenza è quello di avere soldi freschi, rapidi, e di avere bassi costi, in quanto produce tutto da se, senza ulteriori costi di distribuzione. Spende il doppio della HBO (True detective, Girls, Game of thrones) per dire un nome, con circa 5.5 miliardi e ogni anno spende circa il 17% in più rispetto a quello precedente.

Le regole stanno cambiando radicalmente. Lo schermo sta diventando piccolo ma sta diventando anche ricco di grandi nomi. Ormai la TV, che di vera e propria TV non si tratta, non è più la serie B o una sorella sfortunata. Ora i cachet più grandi per le star, le produzioni più ricche e talvolta anche la qualità più alta, non sono più prerogativa del cinema.
D’ora in poi guarderemo i grandi film non più al multisala ma direttamente sul divano di casa? Spendendo un fisso mensile e riguardandoli tutte le volte che vogliamo, abbattendo anche i tempi di attesa? Questa è una via sempre più plausibile, nonostante anche solo 5 anni fa fosse una chimera fantasiosa o astrusa.

Saremo pronti?


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